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Tra
la seconda metà dell'800 e i primi anni
del 900 nascono in Toscana i cosiddetti
"giardini di acclimatazione",
spazi di verde dedicati alla conservazione
di specie erbacee, arbustive o arboree
di particolare interesse, per lo più
esotiche.
Quando ancora il concetto di conservazione
della biodiversità non era nelle menti
degli ecologisti, alcuni naturalisti,
generalmente di ricche famiglie come
i Ricasoli o i Roster o ricchi possidenti
come il Garbari crearono dei parchi
dove tentare la coltivazione e riproduzione
di piante portate dall'estero. Il litorale
toscano, l'Arcipelago toscano e in particolare
l'Isola d'Elba, grazie al clima temperato
e mite si dimostrarono ottimi luoghi
per questa attività di salvaguardia
della qualità delle specie tanto è vero
che ancor oggi vi si possono ritrovare
alcuni tra i più vecchi giardini di
acclimatazione come quelli dell'Ottonella
e dell'Ottone all'Isola d'Elba e il
giardino della Casa Bianca all'Argentario.
Un giardino di acclimatazione è un giardino
difficile da creare e mantenere richiede
notevoli sforzi economici e una costante
passione nel ricercare le soluzioni
colturali più appropriate per le diverse
specie di piante provenienti spesso
da paesi molto diversi tra di loro anche
dal punto di vista ecologico. Oggi si
aggiungono anche le doverose cautele
e attenzioni dovute alle normative internazionali
sull'esportazioni di specie da paesi
stranieri che tendono a salvaguardare
innanzitutto specie rare o in via di
estinzione.
Non è causale quindi che siano molto
rari i giardini di acclimatazione di
nuova creazione.
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Il giardino del Residence "Cala dei
Peducelli" creato nel 1985 si pone
certamente, per la quantità degli esemplari
proposti (circa 400 tra Palme,
Agavi, Succulente, Cicadee, piante della
macchia mediterranea) per la
correttezza scientifica delle determinazioni
(riguardate con l'aiuto dell'Orto botanico
di Firenze) e per la cura nella coltivazione
e nell'allestimento, nel solco della
grande tradizione dei giardini di acclimatazione
elbani.
Sorge su un appezzamento di terreno
di circa un ettaro in località Punta
Morcone nel comune di Capoliveri.
La passione naturalistica dei proprietari
ha creato una collezione unica all'Elba
sia dal punto di vista botanico che
da quello paesaggistico, grazie alla
felice armonia tra edifici, elementi
ornamentali e soluzioni ostentive originali
ottenute anche con la creazione di appositi
terrazzamenti. L'ottima posizione della
zona, la dolcezza del clima, hanno permesso
di riunire molte essenze esotiche con
particolare riferimento alle succulente,
cicadee, palme e agavi.
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Un percorso predefinito consente ai
visitatori di attraversare gli ambienti
più suggestivi e gli scenari più sorprendenti
del parco e di scoprire, grazie anche
ad una puntuale cartellinatura, le varietà
botaniche più rare e preziose.
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La visita del parco inizia varcando
il cancello d'ingresso dove si può subito
notare una pianta secolare di
Ficus carica che sovrasta una
cascata d'acqua circondata da piante
di Agapanthus. Una
Dracena drago, due maestosi
Trichocereus e Dasylirion
completano il primo, suggestivo angolo.
Scendendo per la "via delle agavi"
si possono ammirare molte specie di
agavi ed aloe
tra cui le non comuni Aloe striata
ssp. Karasbergensis e
Agave potatorum |
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che conducono fino al "promontorio
del tuffo" arricchito da molte
Opunzie tra cui Opuntia
bergeriana, Opuntia engelmanni
ecc. |
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Subito dopo si apre un vasto prato verde
dove spiccano numerosi esemplari di
palme con le loro elegantissime
chiome come Ravanea spectabilis
e l'imponente Brahea armata.
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Un bordo di Aloe, Cereus e
Mammillaria completa e delimita
la parte pianeggiante del giardino.
Iniziamo ora a salire attraverso lo
stretto delle Bougainvillaee
e ci fermiamo un attimo al "largo
Yucca" per ammirare un sorprendente
labirinto di lentischi
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dove l'arte topiaria espressa
in geometrie moderne è arricchita da
una piccola mostra di minerali elbani.
Imbocchiamo quindi il viale dei
palmizi e salendo ancora incontriamo un
Sabal palmetto, Poenix robelenii,
Phoenis dactylifera, un esemplare
di Latania. Alla fine di questo viale, cresciute
tra il tuffo locale, si innalzano tre
Butia capitata. Giriamo a destra ed arriviamo ad una
piazzetta ricca di piante di agrumi
dalla quale trasportati dal profumo
e dal fruscio del vento siamo trascinati
di nuovo al labirinto dei lentischi.

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Siamo cosi giunti al piazzale della
piscina dove ci accoglie un bell'esemplare
di Nolina recurvata ed
una rara palma: Bsmarckia nobilis.
La piscina è il cuore del giardino:
lungo il suo perimetro sono dislocate
numerose qualità di piante tropicali
tra cui molte Cicadee,
(piante definite come "fossili viventi"
per la loro origine antica)
Agavi, Cactaceae ecc..

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L'occhio può spaziare da destra a sinistra
dove per piccoli pendii sono dislocati
altri esemplari di Cicadee
come Encephalartos, Dioon, Cactus,
Agavi. |
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Uno stupendo cespuglio di Hibiscus
e un maestoso Oleandro,
simbolo questo della flora mediterranea,
ci riportano infine al Ficus carica
dell' ingresso. |
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Se la nostra visita, meglio, il nostro
viaggio attraverso i tropici di tutto
il mondo finisce qui certamente rimarrà
a lungo negli occhi e nella mente il
ricordo di un angolo esotico incastonato
in uno dei punti più belli dell'Isola
d'Elba. |